Il rapporto tra le foreste e la produzione di carta è sostenibile?
Secondo una recente indagine il 38% degli italiani è convinto che l’industria della carta contribuisca alla deforestazione.
Nel mondo le foreste “selvatiche”, ovvero non piantate dall’uomo, rappresentano il 93% della superficie forestale, mentre il restante 7% è coperto da foreste piantate, che occupano 290 milioni di ettari.
In Europa la quasi totalità delle foreste selvatiche è protetta e la cellulosa per la produzione della carta proviene da foreste di produzione semi-naturali, in cui il ciclo di piantumazione, crescita e taglio è rigorosamente controllato. I vantaggi sono molteplici, per esempio, se utilizzate e ripiantumate con criterio, le piante giovani svolgono un ruolo importante nel mitigare il cambiamento climatico: quando crescono, infatti, assorbono anidride carbonica in misura maggiore rispetto alle piante più anziane
Ecco alcuni motivi per cui possiamo dire che la carta sia uno dei pochi prodotti veramente sostenibili:
• si basa sul legno, un materiale naturale e rinnovabile,
• come prodotto del legno, anche la carta continua ad immagazzinare carbonio per tutta la sua vita,
• il settore della carta, della cellulosa e della stampa è uno dei più bassi emettitori di gas serra,
• può essere riciclata,
• utilizza tantissima energia pulita nel ciclo produttivo. In Europa l’industria cartaria e della pasta di cellulosa è il motore della bioenergia e il settore contribuisce per il 27% alla produzione totale di energia a base di biomassa all’interno della UE (fonte: CEPI Paperonline 2010),
• è in larga parte certificata e garantisce la tutela delle foreste selvatiche e un controllo dell’origine dei materiali, tanto che il numero di alberi piantati oggi supera quello degli alberi tagliati.





